la sera è venuta quella sera sui quadrelli
rossi delle macerie e vari caseggiati un partigiano
della gap un tipo evoluto sanguinario e buono
aveva il braccio insecchito sentì
ancora tre ariette di sudore sull’addome
nell’erba dei capezzoli e sul corpino
e un fil di refe rosso un filo di sangue dal costato
la febbre grattava dove c’è la cintura del corame era
il grano profumato che verrà dall’Urss in una volta
solo una vera manifestazione pensò e chiuse gli occhi
che erano già da spaccare col martello
come ha scritto Emilio Villa cioè il più grande poeta italiano
degli anni 40 altro che Montale
Nanni Balestrini, L’editore, DeriveApprodi 2006 (prefazione di Aldo Nove).