1 note June 4, 2012 Natalia:quindi pa', stai bene? Paolo:sì, sto bene. Natalia:e perché non sei a casa? Paolo:togliti dal letto, mi fai male al braccio. Natalia:scusa, ma mi stai mettendo il senso di colpa, così. Paolo:toglitelo e prendimi due tramezzini. Natalia:no, ora arriva mamma e te li prende lei. Paolo: Natalia:sei arrabbiato con me? Paolo:no. Natalia:non mi parli. Paolo:sto male. Natalia:che vuol dire? Paolo:che non sto bene. Natalia:come sciomberg che è pazzo poveretto? Paolo:mi viene da vomitare. Natalia:come quando ti toccavo le palle e tu ti sei messo le mutande? Paolo: Natalia:lo giuro che non te le tocco più le palle anche quando dormi senza mutande, è che son molli e raggrinzite. Buh. Paolo: Natalia:ma muori? Paolo:no. Natalia:e me la metti la carta da parati coi cuori? Come Lucilla? Paolo:sì. Natalia:Davvero? Paolo:no. Natalia:mi hanmo detto che muori a scuola, mi hanno detto che dovevo scriverci qualcosa. Muori? Paolo:no. Natalia:quindi non dico bugie se dico no? Paolo:no. Natalia:ma se proprio proprio dovessi morire, dico aldilà di tutto, mica succede niente no? Paolo:no. Natalia:al massimo mi lasci l'eredità. E poi torniamo a roma. Torniamo a roma vero? Paolo:che ti manca di roma? Natalia:le persone che non si conoscono e che posso rubare dove mi pare. Paolo:rubi? Natalia:non in genere, solo due volte. Paolo:vai a rubarmi da mangiare? Natalia:no, adesso arriva zio costantino. Lui lo compra il tramezzino, lavora al sindacato, il sindacato non ruba. Paolo: Natalia:sono piccola per l'eredità? Paolo:non c'è eredità. Natalia:gnente gnente proprio? Paolo:tu. Natalia:mi vendono? Paolo: Natalia:tutte bugie finte, vero? Paolo: Natalia: Paolo: Natalia: Paolo: Natalia:ma almeno diventiamo ricche io e quella Flora là? Paolo:no. Natalia:e allora vabbè, questo è il lavoretto di minchia con la colla e le mollette e che è venuto male, che cià pure il cellofàn che fa rumore e non serve. Volevo lasciarti la mia eredità. Paolo:è una bell'eredità, che cos'è? Natalia:io manco so che è l'eredità. Paolo:te lo dico io che è. Natalia: Paolo:siamo tutti ignoranti. Natalia:io faccio la seconda elementare, sono ignorante per forza. Ma leggo e suono. Paolo:che suoni? Natalia:ho cominciato col violoncello. Paolo:quando? Natalia:tre mesi fa. Paolo:e nessuno t'ha detto no? Natalia:tu non c'eri. Paolo:tre o quattro quarti? Natalia:quattro. Paolo:sbagliato. Natalia:giusto. Paolo:sbagliato. Natalia:giusto. Paolo:due eredità ho per te. Natalia: Paolo:la più importante è il ruolo dei mancini nell'orchestra. Natalia:pa', la vedo dura. Paolo:questa è l'eredità si sta zitti. Natalia: Paolo:e l'altra non è l'ignoranza. Ci saranno momenti che ti sembrerà difficile da vivere, e invece non è lei da sola, ignoranti siamo io e siamo te, ma cattivi no. Ignoranti e cattivi no. Quando incontri uno ignorante e cattivo promettimi che cominci a scappare fortissimo. Forte. Fuggi gli ignoranti e cattivi insieme. Natalia:oh, ma sai che io non ho mai detto papà, manco so che npme c'ha? E faccio sempre finta che mi dispiace per te, ma faccio finta, che lo so che muori, ma faccio finta che no, così li ricatto? Paolo:se tu ora vai io ti do una cosa. Natalia:non mi freghi. Paolo:dentro al cassetto. Natalia:prima tu. Paolo:ecco. "credevo d'esser d'acciaio, e invece io sono burro e mi spalmo addosso a te, anche se non ci siamo mai, neanche dopo le note."